Pubblicato il : 2011-01-10 | Visualizzazioni : 5700
Significato Sogni
Sogni: il punto di vista della scienza

I sogni possono svelare i nostri segreti?

Analizzati, presi in esame, passati allo scanner… i sogni possono svelare i nostri segreti? Ecco il punto sulle ultime scoperte scientifiche

I concetti chiave:

1. Strumento di memorizzazione, il sogno permette di integrare i ricordi e le informazioni nuove apprese nella vita di ogni giorno.
2. Tutti sognano già prima della nascita nel ventre materno per l’80 del tempo dedicato al dormire. Il sonno si svolge in cicli di 90 minuti, ciascuno di più fasi.
3. Con il passare degli anni l’attività onirica si somiglia: tende a riproporre trame e contenuti emotivi, perché legati alla quotidianità e alla personalità di chi sogna.

Grazie alle nuove tecniche di rilevamento immagini, oggi gli scienziati sono in grado di osservare l’attività cerebrale di una persona mentre sogna. E conoscono anche i meccanismi biochimici delle fasi del sonno.Ma nonostante questo, dal punto di vista della scienza, la funzione dei sogni resta un mistero… anche se non mancano le ipotesi. Fin dagli anni 50 il neurologo francese Michel Jouvet affermava che i gatti appena nati sognano cacce ai topi e lotte contro predatori immaginari. E ipotizzava la presenza di impulsi che associano i sogni a istinti genetici. Allo stesso modo i neonati, di cui non conosciamo ancora l’attività onirica, integrano nei loro sogni l’inconscio collettivo della nostra specie e, in questa attività psichica, imparano i gesti per sopravvivere. Secondo le tesi più recenti, tutto dipende dall’unione tra ricordi e informazioni nuove. Per John Allan Hobson, neurofisiologo e professore di Psichiatria ad Harvard, il nostro cervello, sognando, integra i dati del giorno.O meglio, i sogni farebbero parte del processo di memorizzazione: si sogna di più quando si è in una situazione di apprendimento. Sono questi i cosiddetti “compimenti cognitivi” definiti dallo psicologo americano David Foulkes. In uno studio Foulkes mostra infatti che nel bambino la frequenza e la complessità dei sogni si sviluppano con lo stesso ritmo delle capacità cognitive.
un articolo di Sylvain Michelet